The Red Strings Club, la recensione: tra emozioni e cyberpunk

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Articolo del 1522909839
Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





In realtà quelle versate dal barista sono bevande in grado di alterare la mente del consumatore, influenzando il suo stato emotivo e talvolta facendogli scappare di bocca cose che altrimenti non avrebbe detto. Per quanto sospetto possa sembrare, il bar gestito da Donovan ha una così ottima reputazione che i bevitori si sottopongono volontariamente ai suoi tonici. A differenza della sequenza di apertura del gioco, che è frustrantemente difficile, il mixaggio delle bevande è un´esperienza coinvolgente e gratificante. Gli stati d´animo del cliente sono rappresentati su schermo con delle icone, sulle quali fare combaciare un indicatore che si sposta in base agli alcolici mescolati, e tutto è affidato all´utilizzo del mouse.

The Red Strings Club, la recensione: tra emozioni e cyberpunk - immagine 3

Fortunatamente non c´è un timer che mette pressione al giocatore, pertanto il trial-and-error non è punitivo nonostante basti una piccola distrazione per dover rifare da capo il cocktail. L´azione di dover creare miscele è estremamente soddisfacente, seppur non così complicata. Tuttavia è leggermente deludente il fatto che, nonostante la bevanda servita al cliente alteri la conversazione che segue, non c´è una ramificazione della storia a seconda di quello che viene detto.



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