The Red Strings Club, la recensione: tra emozioni e cyberpunk

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Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





The Red Strings Club affronta temi profondi come il transumanesimo e il valore (e il costo) del libero arbitrio, e non sarebbe nulla senza il barman Donovan e il detective Brandeis, la cui relazione funge da cuore pulsante ed emotivo all´intera opera. Il duo, rispettivamente protagonista e deuteragonista, è stato insieme abbastanza a lungo da essere a casa con le stranezze l´uno dell´altro, e lo dimostra nel gioco. A fare da sfondo a The Red Strings Club c´è un intreccio che vede i PROXYMA, un gruppo di hacker, in lotta contro una corporazione specializzata nella manomissione delle emozioni degli umani, la Supercontinent Ltd.

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Quest´ultima, attuando il programma noto come Social Psyche Welfare, ha l´obiettivo di eliminare definitivamente l´esasperazione dei sentimenti, tipo l´odio - estremizzazione della rabbia. Smascherare la cyber-cospirazione richiede sorprendentemente poco movimento: il titolo si svolge in soli tre luoghi resi in una bellissima grafica in pixel-art. Si tratta di una splendida avventura punta e clicca che si distingue dalle più classiche anche per meccaniche di gioco: non ci sono molti enigmi, e la maggior parte dell´interazione consiste nel servire cocktail, oltre che nel dialogo costante con i clienti del locale (il Red Strings Club, appunto).



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