The Council: The Mad Ones, recensione - tra mistero e società segrete

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Articolo del 1534487412
Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Sebbene ci siano di sovente opzioni standard nella scelta dei dialoghi, alcune conversazioni permettono di sfruttare a dovere l´archetipo scelto, mediante degli Effort Point (punti sforzo) da consumare in tali circostanze. È possibile manipolare le persone se si è intrapresa la via dell´occultista, oppure trovare diversivi per portare il discorso su altri argomenti se la classe scelta è quella del perfetto oratore, del diplomatico. Ne risulta che si acquisiscono informazioni diverse a seconda del protagonista in cui si è deciso di giocare, e ciò porta a ramificazioni della storia che incidono sulla rigiocabilità. 

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Succede anche che ci siano momenti in cui bisogna decidere cosa si vuol fare, mettendo l´utente davanti a un bivio e quindi a scene alternative. Per esempio, a un certo punto mi è capitato di scegliere se aprire una lettera destinata alla madre di Louis per vedere cosa ci fosse scritto, o fidarmi delle parole del cardinale che me l´aveva recapitata. Inoltre, ogni personaggio ha dei punti di debolezza, e una volta individuati quali sono è possibile sfruttarli per strappare da loro maggiori informazioni. È una meccanica appagante e soprattutto innovativa.



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