Tablet: ho comprato una “cinesata” e sono felice. La prova

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Articolo del 1510731015
Autore: Stefano Fossati
Categoria: hardware



Era inevitabile: un bel giorno, qualche settimana fa, mi sono reso conto che era giunto il momento di comprare un tablet nuovo. Il mio Lenovo Yoga Tablet da 10 pollici (prima serie), dopo quattro anni di onorato servizio, funzionava ancora come sempre, facendosi ancora apprezzare per l’ottima autonomia della batteria, ma le prestazioni mi stavano da tempo un po’ strette. Soprattutto facendo il confronto con lo smartphone top di gamma di ultima generazione con sistema operativo Android 7.1 (e Android 8 in arrivo): il vecchio Yoga, con il suo processore single core, un megabyte di RAM e l’ormai vetusto Android 4.4.2 mostrava tutti i suoi limiti anche nell’utilizzo di applicazioni basiche come il browser web o Word. Dunque, come sostituirlo? Sul mercato ci sono tanti validissimi modelli, con prezzi per tutte le tasche e dotazioni hardware dignitose anche nei dispositivi più economici. La mia esigenza era quella di avere un tablet Android con display da circa 10 pollici, possibilmente con la possibilità di connettere una tastiera fisica esterna ad aggancio magnetico, più comoda e immediata nella connessione rispetto alle tastiere Bluetooth, per poter scrivere comodamente i miei articoli anche fuori dalla redazione o da casa. In pratica la configurazione hardware di un 2-in-1: peccato che la quasi totalità dei 2-in-1 in vendita in Italia sia equipaggiato con sistema operativo Windows 10 o al limite iOS, ricomprendendo in questa categoria anche l’iPad Pro con smart keyboard.

L’idea di un tablet Windows, in verità, mi stuzzicava sotto alcuni aspetti, primo fra tutti la possibilità di utilizzare alcune applicazioni desktop per la piattaforma Microsoft che non trovo altrettanto versatili e complete nel loro corrispettivo Android (ad esempio Adobe Photoshop); tuttavia non ero intenzionato ad abbandonare il sistema operativo di Google che reputo superiore per molti altri aspetti nell’utilizzo in mobilità, specialmente in modalità tablet “pura”, senza tastiera esterna. Così ho iniziato a guardare con interesse ad alcuni modelli di produzione cinese “dual boot”, vale a dire con doppio sistema operativo, avendo preinstallato sia Android sia Windows 10. Hanno marchi come Chuwi, Onda, Teclast, conosciuti in genere solo dai più “smanettoni”, anche perché non sono ufficialmente distribuiti in Italia: inutile cercarli al Media World o da Euronics, mentre e facilissimo trovarli online, tanto su eBay quanto su Amazon, ma anche su alcuni siti di ecommerce specializzati proprio nella vendita di prodotti tecnologici made in China, con spedizione in gran parte del mondo (Italia compresa) quasi sempre da Shenzen o da Hong Kong. Le specifiche tecniche sono per lo più di fascia media (né più né meno di quanto cercavo per le mie esigenze) e i prezzi pari o inferiori a quelli dei modelli più economici (e meno dotati) in offerta negli store italiani.

Tablet: ho comprato una “cinesata” e sono felice. La prova - immagine 1

10.8", CHUWI Hi10 PLUS, Tablet PC, HD 1920 * 1280, Win10 + Android5.1, Intel Z8350, quad-core, 1.44GHz, 4GB / 64GB, WiFi / BT / External 3G / OTG / G_sensor
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Alla fine mi sono lasciato convincere e la scelta è caduta su un Chuwi Hi10 Plus (10,8 pollici, 4 GB di RAM, 64 GB di storage, sistema operativo Android 5.1 e Windows 10), anche per la possibilità di usufruire di una promozione temporanea sul sito GearBest, grazie alla quale ho pagato meno di 130 euro per il tablet più la relativa tastiera-cover magnetica, compresa la spedizione “Italy Express” che dovrebbe accelerare (ma è tutto da verificare) le pratiche di sdoganamento, vera nota dolente quando si ordinano prodotti in Cina. La consegna è avvenuta effettivamente una decina di giorni dopo, senza alcuna addebito aggiuntivo per dazi o IVA. Ero impaziente di provare questa “cinesata” di un marchio semisconosciuto ma che, sulla carta, prometteva caratteristiche interessanti in relazione al prezzo contenuto. E, lo dico subito, non sono rimasto affatto deluso, anzi.


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