Oxenfree, la recensione: il teen-thriller che sa di Telltale

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Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Ogni area ha diversi segnali su cui è possibile sintonizzarsi, che racchiudono messaggi misteriosi in codice morse e musichette inquietanti che aiutano il giocatore a immergersi nell´atmosfera. Ciò rende la radio un modo per dare all´isola un po´ di carattere. È piacevole che le avventure di oggi non abbiano quasi più a che fare con gli enigmi impossibili da risolvere che una volta affliggevano il genere, ma Oxenfree si spinge troppo nell´altro senso, rifiutando quasi il concetto di sfida. I puzzle ambientali sono semplici e non c´è nessuna difficoltà nel proseguire. Lo stile di gioco richiama un po´ quello dei titoli di Telltale, con pregi e difetti.

Oxenfree, la recensione: il teen-thriller che sa di Telltale - immagine 4

La storia inizia alla grande, ci introduce al suo divertente cast e alla creazione del mistero. È quando la minaccia dell´isola inizia a rivelarsi che la narrazione diventa meno intrigante. I primi momenti in cui lo scoglio eremo stesso sembra cambiare - con immagini surreali che lampeggiano sullo schermo come se foste intrappolati in un nastro VHS in pausa - sono davvero inquietanti. Ma si ripetono troppo spesso e finiscono per essere controproducenti all´opera stessa. Nelle fasi in cui il gioco si concentra sul cast principale è molto più interessante: la storia tra Alex e Clarissa, per esempio, raggiunge picchi alti grazie al sistema di dialogo ispirato, che dà un peso drammatico all´argomento. Il titolo è a ogni modo coinvolgente, merito non soltanto di un´ottima scrittura della trama ma anche dello stile artistico adottato.



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