L.A. Noire, la recensione: lŽagente Phelps arriva su console next-gen

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Articolo del 1512114919
Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Per chi che non ha avuto modo di giocarci a suo tempo o ha bisogno di rispolverare la trama, L.A. Noire è ambientato nel 1947 a Los Angeles. Secondo quanto dichiarato da Rockstar Games, il 90% degli edifici del gioco è stato fedelmente ricreato da fotografie e visite in loco; il risultato è un museo virtuale mozzafiato, in cui i giocatori hanno la possibilità di orientarsi tramite punti di riferimento esistenti, nel caso in cui conoscano bene la città e la sua storia. Niente di tutto ciò è cambiato con il remaster, e gli utenti possono godere di un´ambientazione ancora più immersiva grazie a un campo visivo più ampio (in sostanza è possibile vedere molto più in profondità).

L.A. Noire, la recensione: lŽagente Phelps arriva su console next-gen - immagine 2

Il comparto audio del gioco originale era già eccellente, con ottime voci fuori campo e una musica d´epoca capace di trasportare perfettamente il pubblico nella Los Angeles postbellica. Dunque nulla di veramente nuovo è stato aggiunto a questa versione dal punto di vista sonoro, anche perché non c´era molto - o niente? - che andasse ritoccato. Il lancio del gioco originale è stato un´impresa impressionante per PlayStation 3, ecco perché il gioco si comporta molto bene sulle console di nuova generazione. L.A. Noire gira a 1080p sul modello base di PlayStation 4 e a 4K su PS4 Pro, sebbene il framerate pare non sia stato migliorato in questa versione, probabilmente una scelta stilistica per mantenere l´aspetto cinematografico del gioco.



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