God of War, la recensione: Kratos invecchia, ma è al top!

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Articolo del 1524119405
Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Il protagonista di lunga data, Kratos, è più vecchio, barbuto e vive nei boschi con suo figlio: tutta la sua rabbia e foga giovanili lasciano il posto a uno stoicismo burbero, che male non fa al personaggio, anzi lo rinnova. In God of War lo vediamo, insieme a suo figlio, portare le ceneri della moglie (e madre del ragazzino) sulla cima più alta dei nove regni, dove deve disperderle per adempiere al volere della donna. C´è una semplicità di fondo in questa missione, priva degli intrecci su cui sono basati i precedenti giochi della serie. Si rende genuina e questo giova alla trama.

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Le divinità nordiche inevitabilmente spuntano e vengono abbattute da un Kratos in grande spolvero, ma God of War ti cattura in primis perché affonda le radici nella storia di un padre e un figlio che imparano a venire a patti con una grave perdita. È un racconto umano e aggiunge una cascata di emozioni alla sua rude essenza di action game nudo e crudo. Il tutto è ampliato dal grandioso lavoro fatto dallo studio di Santa Monica, che ha reso ogni azione di un realismo unico. Quando Kratos corre, si percepisce il tonfo dei suoi piedoni sul suolo. Quando rema, il controller trema. Quando lancia la sua ascia, si attacca al muro con un delizioso rumore secco.



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