Finding Paradise, la recensione: i ricordi sono il bene più prezioso

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Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Sebbene non ci sia bisogno di aver giocato To the Moon o A Bird Story per comprendere il vero significato di Finding Paradise e godersi il titolo, la sottotrama del Dr. Watts può perdere di senso se non si ha almeno un po´ di familiarità con il lavoro della Sigmund Corp e il cliffhanger di To the Moon. A Bird Story, invece, offre un minimo di contesto alla trama di Colin, e anche se viene ricapitolata brevemente dal punto di vista del personaggio, aiuta a capire meglio come funzioni la sua mente. Dato che To the Moon e A Bird Story sono avventure brevi e possono essere acquistate con una manciata di euro, consiglio vivamente di acquistarle!

Finding Paradise, la recensione: i ricordi sono il bene più prezioso - immagine 3

Kan Gao, director del gioco (così come di To the Moon e A Bird Story), ha provato a temperare le aspettative dei giocatori per Finding Paradise a ridosso del lancio, ma non ha di che preoccuparsi: i suoi due più grandi punti di forza, la trama e la musica, rimangono altrettanto imponenti in Finding Paradise - e forse lo sono anche di più rispetto ai predecessori. Gao ha realizzato una colonna sonora incredibile, con temi delicati e di grande impatto, per supportare le situazioni emozionali che il gioco presenta. Ogni personaggio, dallo stesso Colin, passando per gli scienziati fino al goffo Barry della scuola di volo, si percepiscono in maniera quasi umana, reale. E la forza di questa umanità in mostra permette sia alle domande più spontanee che alla conclusione di risuonare anche dopo la fine di Finding Paradise, lasciando che i momenti meno intensi del gioco scivolino via senza disturbare la narrazione.



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