Finding Paradise, la recensione: i ricordi sono il bene più prezioso

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Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Finding Paradise porta su schermo gli stessi due personaggi principali di To the Moon: Drs. Eva Rosalene e Neil Watts, dipendenti della Sigmund Corp., la società che ha sviluppato una tecnologia in grado scavare nei ricordi di una persona e modificarli. Se fatto in modo sottile e cauto, questo può far sì che una persona creda veramente nei falsi ricordi creati dall´utilizzo di tale marchingegno e così, a causa della sua pericolosità, la Sigmund Corp lo sperimenta soltanto su coloro che sono sul letto di morte, inviando i suoi scienziati a manipolare i ricordi cosicché una persona creda, nei suoi ultimi momenti, di aver realizzato qualche sogno o messo delle toppe a qualche rimpianto che ha sempre avuto.

Finding Paradise, la recensione: i ricordi sono il bene più prezioso - immagine 2

Stavolta, viene posta l´attenzione su un uomo in fin di vita di nome Colin, che sembra aver vissuto i suoi anni in maniera felice e appagante con la moglie Sofia e il figlio Asher. Esplorare il suo passato tramite i ricordi, da quelli più recenti a quelli più reconditi, permetterà a Rosalene e Watts di capire il motivo per cui l´uomo desidera morire e cosa cambiare per fargli credere di aver vissuto la vita che voleva. Inoltre, il giocatore si ritrova non solo a ripercorrere la vita di una persona agli sgoccioli della sua esistenza, ma anche ad approfondire la relazione intensa tra i due scienziati.



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