Ecco come gli hacker si impossessano della tua casella Gmail. E di tutta la tua vita

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Articolo del 1511594926
Autore: Stefano Fossati
Categoria: sicurezza



Diciamo la verità: quanti di noi utilizzano un unico indirizzo di posta elettronica come nome utente o email di riferimento per i propri account sui social network, sull’home banking, su Paypal, sui servizi cloud per l’archiviazione di foto e altri documenti personali… Certo è comodo, non bisogna gestire né ricordarsi più indirizzi diversi per accedere ai tanti servizi online che usiamo quotidianamente per lavoro, per utilità personale o per svago. Però questo comporta un grosso rischio: a un eventuale hacker sarà sufficiente venire in possesso delle credenziali di accesso a quell’indirizzo email per impossessarsi di tutta la nostra vita digitale, direttamente o sfruttando la nostra email per recuperare le password dei servizi a essa collegati. Compresi quelli relativi al nostro conto corrente bancario e alla nostra carta di credito.

E se pensate che il furto di dati non sia un’eventualità che possa riguardarvi, perché voi state sempre attenti a dove inserite e come conservate le vostre credenziali, beh, sappiate che ne sono state vittime di recente anche personalità di rilievo e aziende come il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, la politica statunitense Sarah Palin o l´agenzia di stampa americana Associated Press, nonostante tutte le protezioni a tutela dei loro account. Eppure, a dispetto delle crescenti preoccupazioni degli utenti riguardo la cybersicurezza, le indicazioni e i consigli degli esperti e delle società specializzate in questa materia si concentrano quasi sempre sulle misure preventive che potrebbero essere adottate, mentre raramente vengono diffuse informazioni su come si verificano le violazioni della sicurezza online, sulle piattaforme illegali che consentono di acquistare elenchi di credenziali rubate o sui “metodi di lavoro” preferiti dei cybercriminali.

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Partendo da questa premessa Google, in collaborazione con l´Università di California di Berkeley, ha analizzato lo scenario legato al furto e alla vendita di credenziali sul mercato nero del “deep web” nell’ultimo anno. Ne sono emersi numeri impressionanti: lo studio ha identificato 788mila potenziali vittime di “keylogger”, programmi che registrano in maniera invisibile ciò che l´utente digita sui dispositivi o visualizza attraverso lo schermo, inviando queste informazioni a un server esterno controllato da hacker; 12,4 milioni di potenziali vittime di phishing, ovvero quelle pratiche (basate di solito su messaggi email o siti web apparentemente riferibili alla propria banca o a servizi online famosi e affidabili) per indurre l´utente a immettere le proprie credenziali su una piattaforma online gestita in realtà da criminali; 1,9 miliardi di credenziali violate e vendute sul mercato nero.



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