Dopo l’intelligenza artificiale ecco l’intelligenza aumentata

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Articolo del 1510904030
Autore: Stefano Fossati
Categoria: tech





A rimarcare l’importanza dell’intelligenza aumentata è un recente sondaggio di Infosys, dal quale emerge come essa sia ritenuta una priorità strategica dal 76% delle imprese che hanno partecipato alla ricerca, mentre il 64% ha citato questa tecnologia come parte fondamentale della crescita a lungo termine delle proprie organizzazioni. A investire in questo settore è anche un altro colosso hi-tech, IBM, con il suo ben noto “sistema cognitivo” Watson. Che “lavora” anch’esso in molti settori: nel mondo del fashion, ad esempio, aiuta stilisti e nuovi brand supportando il disegno di nuove collezioni, accelerando il processo di ricerca nella fase cognitiva, osservando gli anni passati e studiando combinazioni di colori e stili. In ambito medico, poi, Watson ha dimostrato di essere in grado di riconoscere dei tumori della pelle allo stadio iniziale con una precisione maggiore di quella dei medici umani.

Dopo l’intelligenza artificiale ecco l’intelligenza aumentata - immagine 3

Non solo: come i dirigenti di IBM hanno sottolineato lo scorso maggio al Watson Summit Italia 2017 a Milano, Watson avrebbe potuto prevenire il grande cyberattacco Wannacry che, proprio a maggio, colpì 150 Paesi nel mondo: non è un antivirus, certo, ma avrebbe potuto essere impiegato in un processo di “cognitive security” per analizzare i trend e aumentare l´accuratezza dei sistemi aziendali, allertando i responsabili di ciò che stava accadendo.

Anche Nicola Palazzo, Watson Leader di IBM, sottolinea che il compito di Watson “non è quello di sostituire l’uomo, ma di completarlo e di aumentarne le capacità, analizzando in tempi estremamente rapidi un’enorme mole di conoscenza e aiutandoci così a prendere le decisioni migliori”.



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