Detroit: Become Human, la recensione - Androidi con emozioni

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Articolo del 1528180258
Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames





Tre personaggi carismatici - Detroit: Become Human recensione


Questo fino a quando alcuni di questi non iniziano a cambiare, diventando "devianti": assumono una specie di identità, hanno il libero arbitrio e qualcosa di simile alle emozioni... ciò che li renderebbe persone, insomma. Si snodano allora le storie di Connor, Kara e Markus: il primo è un poliziotto progettato per assistere i detective umani nelle indagini; il secondo è un androide da compagnia, una babysitter che si prenderà cura di una bambina - Alice - che subisce abusi dal padre; mentre il terzo diventerà il leader di una rivoluzione robotica. Trame profonde e che conducono a riflessioni importanti, ma nulla che non si sia già visto - e pertanto facilmente pronosticabile.

Detroit: Become Human, la recensione - Androidi con emozioni - immagine 3

Il movimento per i diritti civili e il razzismo, l´abuso domestico, la brutalità delle forze dell´ordine, i campi di internamento... temi forti che vengono toccati per l´ennesima volta, ma con l´aggiunta degli androidi e un´ambientazione cyberpunk. A ogni modo Detroit: Become Human riesce perfettamente nel suo intento di sommuovere le emozioni del giocatore, e non mi stupirei se qualcuno piangesse durante alcune scene particolarmente sentite.



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