Come prolungare la vita della batteria del tuo smartphone

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Articolo del 1537165828
Autore: Stefano Fossati
Categoria: mobile





2. Scarica completa o parziale? – Altra leggenda metropolitana: “Ho letto che non bisogna mai lasciare scaricare completamente la batteria del telefono/tablet/notebook perché si rovina”. In realtà, questo era vero per le batterie al nickel cadmio (NiCd) utilizzate in passato nei dispositivi elettronici così come in quelle a bagno d’acido ancora diffusissime in auto e moto, che possono scaricarsi al punto da non poter più essere caricate. Rischio che non corrono le moderne batterie agli ioni di litio (Li-Ion) dei device attuali, in cui la scarica è controllata da un circuito interno.

Come prolungare la vita della batteria del tuo smartphone - immagine 2
3. I caricabatteria non sono tutti uguali – Da qualche anno i produttori (con la solita eccezione di Apple) hanno finalmente trovato un accordo per unificare il connettore per la ricarica di telefoni cellulari e tablet adottando in massa la porta micro USB, utilizzata anche per il trasferimento dati (attualmente in via di sostituzione con la più versatile USB-C nei nuovi dispositivi): così, se non abbiamo con noi il caricabatteria del nostro smartphone, possiamo usare tranquillamente quello di un amico che ha un telefono completamente diverso dal nostro. Il che va benissimo, una tantum, per evitare di rimanere senza carica; al di fuori delle “emergenze”, tuttavia, è raccomandabile utilizzare regolarmente il caricatore fornito con il dispositivo, dimensionato esattamente per fornire la quantità di energia richiesta dalla batteria. Se infatti si ricorre a un caricatore che eroga troppa (o troppo poca) corrente rispetto a quello originale, alla lunga ne risentirà la longevità della batteria. Se si deve sostituire il caricabatteria “di serie” o se ne vuole acquistare un altro da tenere in ufficio o nella casa di campagna, si potrà certamente acquistarne uno di terze parti, avendo però cura di sceglierlo con le stesse caratteristiche in termini di energia erogata e possibilmente di marchi noti e affidabili: non vale la pena mettere a repentaglio un dispositivo da 700 euro per risparmiare qualche euro sul caricatore.



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