Assassinīs Creed Origins, la recensione: līAntico Egitto vero protagonista

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Autore: Matteo Tontini
Categoria: videogames



Due anni, questo il tempo che i fan di Assassin’s Creed hanno dovuto attendere per poter metter mano su un nuovo capitolo. L’attesa è finita e, invece di catapultarci in avanti per un nuovo periodo storico, Ubisoft ha deciso di realizzare un prequel, un titolo collocato temporalmente agli albori della Confraternita degli Assassini. Ecco quindi Assassin’s Creed Origins, ambientato nell’affascinante Antico Egitto; protagonista del racconto questa volta è Bayek di Siwa, un Medjay, ovvero un protettore del popolo e della giustizia, una specie di sceriffo dell’Antico Egitto, se vogliamo. Ovviamente non può essere un Assassino, visto che ci troviamo nel 49 A.C. e la Confraternita ancora non esiste, così come gli antagonisti non possono essere i Templari, bensì il misterioso Ordine degli Antichi. A fare da spalla al protagonista abbiamo la bellissima moglie, Aya, personaggio fondamentale (e scritto magistralmente) per gli intrecci che si susseguono nel corso della storia, sceneggiata davvero bene e in grado di tenere incollati allo schermo, ma andiamo a scoprire qualcosa in più.

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